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Settori di Investimento

russia

L’attività di ricerca partner, la partecipazione a vari eventi, conferenze e varie ci permette di captare pulsioni e  tendenze del mercato e intercettare opportunità di business. E’ basilare iniziare a vedere la Russia non solo e/o non più come mercato di sbocco ma come mercato di produzione, per sviluppo e vendita nel mercato locale e CSI, con primario interesse per la nuova unione doganale Russia-Kazahstan-Bielorussia, che vale, ora, per i prodotti realizzati in loco.

Altra parola chiave, per chi non ha la forza economica/strategica di investire da solo, è “co-investimento”.  Il primo investimento deve essere avviato nella ricerca partner o verifica dello stesso, utilizzando vari professionisti per una adeguata due diligence e assicurazione all’investimento, tipo SACE.

Il Presidente della Federazione Russa, ad inizio 2010 e’ stato molto chiaro: meno import e più produzione.

Oggi la Russia produce tutto (alimentari, mobili, macchinari, cavi, material edile, abbigliamento etc) ma di medio-basso livello, dovuto a macchinari obsoleti e processi produttivi non adeguati, con rare punte di eccellenza. Ho da poco vistato due impianti di produzionie di ottimo livello,  sia per i macchinari italiani adottati che per il management agile e proattivo, che permette loro di vendere in Europa. In sintesi chi cerca qualità nel processo produttivo, compra italiano!

L’attuale industria russa è un enorme mercato nel quale inserirsi.

 

Ad oggi possiamo dire, con "cognizio causa" che i settori dove ci sono ottime prospettive di vendita sono:

  • Macchinari, componenti meccanici nei più disparati settori;
  • Componenti (nei settori illuminazioni, mobili);
  • Materiale edile;
  • Tecniche di produzione che permettano di ridurrre i costi e milgiorare la produttività;
 
Le regioni del sud della Russia sono vocate all’agricoltura, all’allevamento, alla floricoltura, alla risicoltura e alla tecnologia aeronautica, e varie.

Alla luce degli eventi globali, crisi, aumento dell’euro e affini, oggi la Russia deve essere affrontata da investitori (o co-investitori) e non più esclusivamente da venditori, specie per i settori di cui sopra (tranne olio d’oliva e poco d’altro, molto si può produrre in loco), che gia risentono di un certo “protezionismo”.

Durante la missione nel sud della Russia organizzata da CCIR e UBI abbiamo raccolto diversi contatti qualificati e altri ne verranno a seguire. Per un buon business ora si deve puntare ad individuare aziende italiane nella lavorazione-trasfomazione di ortaggi e verdure (i russi sanno produrre ma tutto il resto lo fanno ancora con tecnologia arretrata) ad es. ketchup per la McDonald’s, che dai 280 punti attuali passera entro il 2012 ad oltre 500 punti in tutta la Russia.

Fortissima la richiesta di tutta la filiera lavorazione verdura.
 
Quindi:

Una buona azienda italiana vocata all’estero come investimenti  +

Partner russo con produzione e rete vendita  +

Banca di investimenti    =

Ottimo business a medio lungo termine